Sposta il FOCUS di tuo figlio

Parco giochi. Tutti i bambini si divertono, urlano, si rincorrono chiamandosi ad alta voce, ridono. Tu prendi il cellulare per immortalare questa meravigliosa giornata di sole e divertimento. Ma, nell’istante in cui scatti, Paolo cade, si sbuccia le ginocchia e piange disperato. Tre minuti dopo arriva Giacomo con la sua nuova bicicletta fiammante, carena rossa, ultimissimo modello. Paolo istantaneamente smette di piangere, la sua attenzione è catturata (focalizzata) dai tubolari, le gomme, il manubrio. La sua attenzione inizia a fantasticare sul momento in cui Babbo Natale gliela recapiterà a casa e lui potrà sfrecciare veloce tra gli alberi e sgommare sulla ghiaia.

Questo è il focus. La realtà è più vasta. Ci sono Filippo, Laura, Giorgia e Michele assieme ad altri 20 o 30 bambini e genitori. La serenità pervade il 99% della giornata. Ma il “focus” della tua fotocamera ha immortalato soltanto le gambe sbucciate e il pianto. Se prendi la foto e la fai vedere alla nonna Ginevra lei si preoccuperà e penserà che l’intera giornata sia stata un disastro.

La nostra neurologia non è in grado di tenere tutta la realtà sotto il proprio controllo conscio (focus): gran parte della realtà passa in secondo piano e non viene processata consapevolmente. Analogamente questo piccolo evento descritto ci mostra come in ogni istante abbiamo la possibilità di spostare il nostro focus. Talvolta purtroppo, per abitudine, lo teniamo fisso su ciò che NON vogliamo:

“non voglio che mio figlio si bruci toccando la pentola bollente”,

“ho paura che venga investito attraversando la strada”,

“temo possa venire bocciato”,

“non voglio che i suoi compagni lo feriscano emotivamente”,

“non voglio che un giorno abbia dei problemi”.

In questo modo stai solo focalizzando la tua e la sua attenzione su ciò che NON vuoi che si realizzi. Tutte le volte che gli dici di non fare qualcosa stai così aumentando la probabilità che quella cosa venga fatta.

Nell’episodio al parco che abbiamo prima usato come esempio, ad un certo punto Paolo distoglie la sua attenzione (il suo focus) dalla sbucciatura al ginocchio perché entra in gioco qualcosa di più accattivante, interessante.



Non sbarrare sentieri. Indica autostrade più positive e interessanti.



Da oggi in avanti non lasciare che tuo figlio si incastri in vicoli ciechi focalizzandosi sui propri problemi. E soprattutto evita di indurgli le tue paure e i tuoi limiti:

  1. 1. Dicendogli cosa non fare

2. Raccontandogli i possibili limiti

  1. 3. Facendogli domande che lo focalizzano sul problema: “Oddio, quanto fa male!”


Viceversa sposta il suo focus in modo positivo:

1. Evita le negazioni e indicagli in maniera diretta cosa fare

2. Usa metafore potenzianti

3. Fai domande che focalizzino l’attenzione sulle possibilità, sulle alternative potenzianti.



Andrea Zardi

Milano, 10 agosto 2016


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