Un bravo bambino

non si comporta così!

Ecco come demolire l’identità di tuo figlio

Lo so, lo so. Ti verrebbe da rispondermi “Eeeh, ma Andrea! Non si può proprio più dir nulla!”

Lo so. Usare la PNL per diventare genitori più efficaci, che comunicano in maniera pulita e ottengono il risultato che si prefiggono di raggiungere, non è cosa semplicissima. Necessita un briciolo di accortezza, sensibilità, precisione e competenza linguistica. Il mio ruolo da docente di PNL è quello di stimolarti in tutti questi campi, oggi in particolare sulla competenza linguistica.


Come Coach di PNL mi viene subito da farti notare che la frase “un bravo bambino non si comporta così” contiene grossi vizi linguistici:


1.Un giudizio senza possibilità di appello: dopo questa frase tuo figlio non ha comunque capito il perché sia più funzionale comportarsi in un modo in una situazione e in un altro modo in una situazione differente. Gli stai solo fornendo uno stereotipo, un modello del mondo già impacchettato, un ideale difficile da raggiungere che può generare frustrazione e complessi negli anni a venire.


2.Una pericolosa equivalenza complessa. Gira semplicemente la frase e ti accorgerai che significa esattamente: “Tu ti comporti così… quindi… non sei un bravo bambino” ovvero “sei un cattivo bambino”. Come spiego più approfonditamente nel post “Proteggi sempre l’identità positiva di tuo figlio”, quando usi il verbo “ESSERE” collegato ad una qualità negativa, è molto probabile che la frase vada a influenzare l’identità di tuo figlio, a costruire cioè un pezzo della sua auto-immagine. Tu desideri che la sua auto-immagine, la sua auto-stima sia sempre alta ma, dicendo una frase come “Un bravo bambino non si comporta così”, stai seminando una mina nella sua neurologia che potrebbe sgretolare in futuro un pezzo della sua autostima.

“Ma Andrea” mi dirai “io non stavo facendo riferimento ad un comportamento di mio figlio. Io gli stavo soltanto mostrando un brutto modo di fare di un amichetto che vorrei non frequentasse!” Idem con patate. Non gli stai dicendo “Sei un cattivo bambino adesso”: gli stai dicendo “Appena farai la stessa cosa del tuo amichetto, considerati già una cattiva persona”, “Sei segnato”. Che ansia!


Andrea, Andrea, un attimo: e come faccio io a dirgli che non voglio che assuma un determinato comportamento?

Innanzitutto, invece di buttar via tempo ed energie a dirgli che cosa NON vuoi da lui (col rischio di ottenere esattamente quello che vorresti evitare), dedicagli il tempo necessario per spiegargli precisamente e dettagliatamente che cosa vuoi da lui. Aiutalo a spostare il focus.


E poi… basta coi giudizi sulla persona! E’ ora di imparare a dare Giudizi che accrescono l’Autostima!



Vicenza, 16 agosto 2016

Andrea Zardi



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